venerdì 4 agosto 2017

Blogtour: A SHARED DREAM di Ilaria Militello (Collana Floreale)

 
 
 
Buona sera lettori, dopo una giornata di duro lavoro, eccoci finalmente che ritroviamo la nostra passione più grande. Bei romanzi, dalle storie emozionanti che ci appassionano e ci fanno evadere per qualche ora dalla realtà. Oggi vi presentiamo il blogtour di un romanzo di Ilaria Militello. Collocato tra le bellissime nuove uscite della Collana Floreale, in questa prima tappa andremo a scoprire qualcosa in più riguardo a questa storia d'amore. Scopriremo insieme la sinossi, i personaggi... e... la nostra carissima autrice ci ha anche omaggiato del primo capitolo, giusto per stuzzicare la nostra curiosità... siete pronti?
 
Erika ha tre grandi sogni nella vita: trasferirsi in Corea del Sud, diventare una ballerina e incontrare Kevin Lee, il vocalist del suo gruppo preferito, i 9mmBullet.
Dopo la morte di suo padre, decide di trasferirsi in Corea seguita dalla sorella minore e da sua madre, iniziando così a realizzare il suo primo sogno.
Erika divide le sue giornate fra la danza e il lavoro di cameriera in una caffetteria a Busan. Nonostante la vita frenetica, continua a desiderare di incontrare il suo idol, anche solo per qualche minuto. Ma non sa che il destino ha in serbo per lei qualcosa che andrà ben oltre le sue aspettative.
Aveva immaginato mille volte e in mille modi diversi il suo incontro con Kevin, eppure quando avviene si trova impreparata, non le sembra vero ciò che sta accadendo e da quel giorno, per entrambi, diventa vitale vedersi. La vita che sognava è diventata realtà senza che nemmeno se ne rendesse conto. Ma a differenza dei sogni, nella realtà ci sono le difficoltà della vita, le invidie e le gelosie che possono rovinare tutto in un attimo.
I sogni possono davvero avverarsi o sono destinati a restare solo nel nostro cuore?
Una storia d’amore e di sogni che diventano realtà, se solo si decide di combattere per essi.
 
 
Andiamo ora a conoscere i personaggi di questa fantastica nuova avventura...
PERSONAGGIO MASCHILE
 
Nome: Kevin Lee
Luogo di residenza: Seoul, Corea del Sud
Anni: 25
Segni particolari: vocalist del gruppo 9mmBullet
Carattere: solare, semplice e sorridente. Molto gentile e ama la tranquillità
Gli piace: cantare, ballare, scrivere, leggere e la pizza.
 
PERSONAGGIO FEMMINILE
 
 
Nome: Erika
Luogo di residenza: Seoul, Corea del Sud
Anni: 25
Segni particolari: capelli rossi e occhi grandi
Carattere: sognatrice, solare e dolce
Le piace: ballare, ascoltare musica (soprattutto i 9mmBullet e la voce di Kevin), ama i dolci e fissare il cielo pieno di nuvole.
 
Dopo aver conosciuto i protagonisti assoluti di questa nuova fantastica storia d'amore, di nuovo tra le vie luminose della Corea del Sud, luogo molto amato dall'autrice, andiamo a dare una sbirciatina al primo capitolo del romanzo...
 
...
 
Io sono qui
Riesci a sentirmi?
Non importa quanto sei lontana
il limite della mia voce
il limite della mia forza
vorrei che arrivasse a te
per risplendere
 
(A shared dream – U Kiss)
 
 
 
 
 
Capitolo 1
 
La sveglia suona insistente e allungo la mano per spegnerla. Sbuffando mi giro dall’altra parte. Non ho voglia di alzarmi ma non posso fare altrimenti. Devo andare a lavorare, non posso fare tardi.
Mi trascino in bagno mentre sento mia madre trafficare in cucina, l’odore di caffè arriva fino a me. Sorrido e mi preparo, in cucina vedo mia sorella Eleonora e mia madre intente a fare colazione. Prendo posto con loro che mi danno il buongiorno.
La poca voglia che avevo prima è svanita. Succede sempre quando mi siedo a tavola con loro, sono la mia carica per la giornata, la mia forza e di quella, credetemi, me ne serve tantissima.
Scendendo in strada, faccio un lungo respiro per poi salire in auto e gettarmi nel traffico mattutino di Seoul.
Accendo la radio perché la musica accompagni il mio viaggio e il mio abitacolo di riempie delle voci degli 9mmBullet, il mio gruppo di kpop preferito.
Alzo il volume e la mia giornata inizia.
Guido fino a Busan dove c’è la caffetteria in cui lavoro, si chiama CoffiItaly. Un posto tranquillo e affollato da studenti ma anche da molti idol che nelle ore serali cercano pace dall’assalto continuo dei fan.
Lavoro nella caffetteria dieci ore al giorno da ormai cinque anni, quando mi sono trasferita qua dall’Italia. I proprietari sono italiani, come si può intuire dal nome del locale e sono stati ben contenti di offrirmi un lavoro.
Non è di certo il massimo della mia aspirazione; sono venuta qua con ben altri sogni, ma quest’ultimi, alle volte, non si possono realizzare facilmente e, fin quando non arriverà il loro momento, sarò costretta ad arrangiarmi con altri lavoretti che mi permetteranno di sopravvivere. Sì, sopravvivere, perché solo quando realizzerò i miei sogni comincerò a vivere per davvero.
Raggiungo finalmente Busan e il parcheggio del locale, mi spiace spegnere lo stereo, voglio restare ancora in auto ad ascoltare un po' di musica, voglio ascoltare la sua voce. È così bella, mi invade la testa, mi fa perdere la ragione, ha un potere incredibile su di me. Mi basta chiudere gli occhi e lasciarmi andare, la musica mi entra dentro e inizio a muovermi.
È come una droga per me, amo ballare. Non posso vivere senza il ballo e la musica. Ci ho già provato e ho quasi rischiato la depressione, per chi poi? Per un demente con cui ho perso solo del tempo e la mia identità.
Ognuno di noi deve sentirsi libero di seguire i propri sogni, nessuno deve impedirlo, dobbiamo essere noi i soli padroni della nostra vita e non permettere agli altri di manipolarci. Io sono stata una stupida, mi sono lasciata plagiare a suo piacimento. Lui pensava che i miei sogni fossero stupidi, che si sogna solo quando si è bambini e ho messo da parte tutto. Ho tolto a me stessa una parte di me, di ciò che sono. Temevo di essere una delusione, volevo essere perfetta per lui, ma dentro mi sentivo morire. Mi sentivo sempre irrequieta e indossavo una maschera, un personaggio che recitava ogni singolo giorno solo per essere come lui voleva. Mi odiavo, avevo smesso di guardarmi allo specchio se non per vedere come ero vestita, ma non riuscivo più a fissare i miei occhi. Sorridevo con gli amici ma dentro piangevo. Ero bloccata in una vita che non era mia, che non sentivo. Alcune mattine mi svegliavo triste e angosciata, mi sentivo schiacciare da quella realtà che giorno dopo giorno mi stava facendo morire, ma ero brava a fingere, non mostravo nulla a nessuno, ma non puoi sfuggire a vita da ciò che sei, la tua natura cercherà sempre di prevalere su di te. Io sono nata per ballare, la danza fa parte di me, vedevo gli altri arrivare dove volevo arrivare io, realizzare i propri sogni e io ferma in una realtà che non era mia. Da piccola dissi a mia madre che non volevo fare una vita come tutti, diventare una moglie e lavorare per sopravvivere. Avere una vita monotona e priva di sogni, vivere per la casa e il marito… no, volevo girare il mondo e ballare, poi mi sono accorta che invece stavo finendo per vivere quel tipo di vita e così piombai in uno stato di desolazione e depressione. Avevo perso la voglia di fare tutto, l’unica cosa che mi avrebbe reso felice mi era stata portata via. Non riuscivo nemmeno più ad ascoltare la musica, non la trovavo più stimolante e non mi trasmetteva più alcuna voglia, poi un giorno grazie ad Eleonora tutto cambiò.
È stata lei a farmi ascoltare la prima canzone dei 9mmBullet. Mi sono sentita rinascere.
Ho sentito quella carica e quella forza che da tempo mi mancava. Ho seguito la musica e ho ripreso a ballare, nella sua stanza, senza nemmeno accorgermene. Ricordo ancora l’emozione che mi invase il corpo come un’onda. Quando mi sono fermata Eleonora mi fissava stupita e felice. Ho iniziato a piangere dalla commozione. In seguito ascoltai tutte le loro canzoni, guardai i video e divennero parte della mia vita. Non potevo più fare a meno della loro musica e della voce di Kevin. Ho ripreso a ballare e con la forza di volercela fare, senza permettere a nessuno di dirmi cosa avrei dovuto e non avrei dovuto fare, soprattutto a lui. Imparai che le sue parole potevano scivolarmi addosso, le sue prese in giro e i suoi insulti. Mi sentii libera e soprattutto me stessa. Se nessuno sa apprezzarti per come sei allora non ti ama: non si cambia quello che si ama, si apprezza anche con i difetti. Che poi quale difetto ho? Solo perché ho dei sogni che voglio realizzare? L’essere umano è fatto di sogni. Tutti noi, piccoli o grandi che siano, abbiamo dei desideri per cui vale la pena lottare.
Il mio è quello di trasferirmi in Corea del Sud, incontrare Kevin e diventare una ballerina.
Il primo sono riuscita a realizzarlo, il secondo lo trovo un po’ difficile, quasi impossibile, per quanto riguarda il terzo, invece, ci proverò con tutta me stessa.
 
Quando ho deciso di trasferirmi in Corea mia madre e mia sorella hanno scelto di seguirmi, non è stato difficile convincerle, Eleonora è subito stata d’accordo. Quella che temevo di dover pregare era mia madre, invece aveva bisogno di allontanarsi anche lei dalla nostra vecchia vita, dopo la morte di mio padre si era chiusa in casa e aveva smesso di fare ogni cosa, anche quello che amava: insegnare musica.
Non avrei mai potuto venire qui senza di loro, sono state le sole a restarmi accanto quando ho deciso che sarei stata la vera Erika.
Ho visto le mie amiche allontanarsi una dopo l’altra, ma non importa, questo mi ha fatto capire che non si trattava di una vera amicizia e la decisione di partire è stata immediata, non avevo nulla da perdere!
Dopo tre anni non mi sono ancora pentita della scelta, certo i primi tempi è stata dura, nonostante sapessi tanto della Corea, studiare la lingua non fu facile, viverla di persona è tutta un’altra cosa che ammirarla da lontano, ma ho tenuto duro e impegnandomi sono riuscita e integrarmi e fare di Seoul la mia nuova casa, la sola e unica. Amo vivere qui, nessuno potrebbe portarmi via, è come se fossi originaria di questo posto, il mio aspetto occidentale dice il contrario sì, ma il mio cuore e la mia anima sono coreane e lo sono sempre state, non m’importa cosa possono dire gli altri, ormai ho imparato a farmi scivolare addosso i commenti di chi parla per cattiveria o invidia.
Non permetterò più a nessuno di spegnere il mio sorriso.
 
Dopo questo, credo che la nostra autrice, per oggi ci abbia proprio detto tutto... e credo che il suo intento nell'accendere la nostra voglia di leggere il suo nuovo romanzo sia stato portato a compimento. Non mi resta che augurarvi una bellissima lettura (io sicuramente mi ci tufferò dentro appena possibile)... e voi? che aspettate a scoprire la storia d'amore tra Erika e Kevin?!
Buona lettura e in bocca al lupo all'autrice
 
 
 
 
 
 
 
 


1 commento:

  1. Ciao, ti seguo come lettrice fissa e ti ho nominata per il Liebster award 2017. Ti lascio il link se vuoi partecipare: http://www.lalibreriadianna.it/

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